Concorso 220 Commissari Polizia di Stato 2026: ricorso collettivo per chi ha superato i 30 anni
Hai compiuto 30 anni ma non ancora 32 e vuoi partecipare al concorso bandito il 20 aprile 2026 per 220 posti di commissario? Lo Studio Legale Giaquinto coordina un ricorso collettivo al TAR Lazio con istanza cautelare per l’ammissione con riserva alla procedura.
Aderisci al ricorso collettivo Come funzionaIl principio affermato dal Consiglio di Stato
Con la sentenza n. 397 del 19 gennaio 2026, il Consiglio di Stato, Sezione Quarta, ha annullato il D.M. Interno 13 luglio 2018 n. 103 nella parte in cui fissava il limite di età di 30 anni per la partecipazione al concorso di commissario della carriera dei funzionari della Polizia di Stato, oltre che il bando del concorso 2019 e il provvedimento implicito di non ammissione del ricorrente.
Il giudice amministrativo ha espressamente chiarito che l’effetto dell’annullamento è quello di far rivivere la norma previgente, ovvero l’art. 3 del D.M. Interno 6 aprile 1999 n. 115, che prevedeva il limite di età di 32 anni.
Il percorso seguito dal Consiglio di Stato
La pronuncia è il risultato di un articolato percorso istruttorio: rinvio pregiudiziale alla Corte di Giustizia UE (causa C-304/21, sentenza 17 novembre 2022), che ha dichiarato il limite dei 30 anni in contrasto con la direttiva 2000/78/CE quando le funzioni effettivamente svolte non richiedono capacità fisiche particolari; istruttoria documentale specifica, che ha rilevato come nel periodo 2016-2021 gli episodi in cui un commissario o vicecommissario abbia fatto uso della forza fisica siano stati appena quindici, numero ritenuto troppo ristretto per giustificare la limitazione anagrafica.
Il Consiglio di Stato ha inoltre rilevato che l’abbassamento dell’età massima incide negativamente sul principio di massima partecipazione ai concorsi pubblici, senza che ciò appaia giustificato alla stregua dei principi di ragionevolezza e proporzionalità.
Perché serve un ricorso per partecipare
Nonostante la chiarezza della pronuncia del Consiglio di Stato, il nuovo bando del 20 aprile 2026 per 220 posti di commissario continua a prevedere all’art. 3, comma 1, lett. d) il limite di età di 30 anni (elevabile fino a tre anni per effettivo servizio militare prestato).
Questo accade perché il giudicato amministrativo, di regola, produce effetti soltanto tra le parti del giudizio. La sentenza n. 397/2026 ha vincolato l’Amministrazione esclusivamente nei confronti del ricorrente che l’ha ottenuta, senza operare automaticamente a favore di tutti i candidati che si trovino in situazione analoga. L’Amministrazione, allo stato, non si è ancora adeguata in via generale alla pronuncia.
Ne consegue che chiunque voglia far valere il proprio diritto a partecipare al nuovo concorso, pur avendo superato i 30 anni ma non i 32, deve necessariamente impugnare in proprio il bando, facendo valere i medesimi vizi già riconosciuti dal Consiglio di Stato.
Chi può aderire al ricorso collettivo
Età compresa tra 30 e 32 anni
Hai compiuto il 30° anno di età ma non hai ancora compiuto il 32° anno alla data di scadenza del bando.
Possesso degli altri requisiti
Sei in possesso degli altri requisiti previsti dall’art. 3 del bando (cittadinanza italiana, godimento dei diritti civili e politici, titolo di studio richiesto, requisiti psico-fisici e attitudinali).
Intenzione di partecipare
Hai intenzione di presentare domanda di partecipazione al concorso entro il termine perentorio di 30 giorni dalla pubblicazione del bando sul Portale unico del reclutamento.
Cosa facciamo per te
Il ricorso collettivo è uno strumento che consente a più candidati che si trovano nella medesima situazione di unirsi in un unico atto, ottenendo una significativa riduzione dei costi individuali a parità di tutela giurisdizionale. Lo Studio Legale Giaquinto si occupa di:
- Predisposizione del ricorso al TAR Lazio avverso il bando del 20 aprile 2026 nella parte in cui fissa il limite di età di 30 anni, avverso il D.M. Interno 13 luglio 2018 n. 103 (nella parte residua che ancora lo recepisce) e avverso l’eventuale provvedimento implicito di non ammissione.
- Istanza cautelare per l’ammissione con riserva alla procedura concorsuale, indispensabile per consentirti di partecipare alle prove (preselettiva, accertamenti psico-fisici, prove scritte) in attesa della decisione di merito ed evitare che il decorso dei tempi renda inefficace la tutela.
- Articolazione dei motivi di ricorso sui principi affermati dalla sentenza n. 397/2026 del Consiglio di Stato e dalla sentenza CGUE 17 novembre 2022 in causa C-304/21: violazione della direttiva 2000/78/CE, dell’art. 21 della Carta dei diritti fondamentali UE, dell’art. 10 TFUE, del principio di massima partecipazione ai concorsi pubblici e dei principi di ragionevolezza e proporzionalità.
- Notifica del ricorso alle Amministrazioni resistenti e gestione di tutti gli adempimenti processuali.
- Discussione dell’istanza cautelare dinanzi al TAR Lazio e gestione della successiva fase di merito di primo grado.
Quota di adesione
Come aderire: la procedura passo passo
Compila il modulo di adesione
Inserisci i tuoi dati anagrafici nel form qui sotto. Puoi scegliere se completare subito il pagamento oppure aderire ora e pagare solo dopo la conferma di avvio del ricorso.
Ricevi procura e mandato
Lo Studio ti invierà la procura alle liti e il mandato professionale via email, da firmare e restituire unitamente a copia di un documento di identità.
Conferma di avvio entro il 29 maggio
Lo Studio verifica il raggiungimento del numero minimo di aderenti e ti comunica se il ricorso parte. Solo in caso affermativo ti sarà richiesto il versamento della quota.
Deposito del ricorso
Lo Studio deposita il ricorso collettivo al TAR Lazio con istanza cautelare entro il 19 giugno 2026 e ti tiene aggiornato sull’esito della camera di consiglio.
Raccolta adesioni conclusa
Il termine per la presentazione delle richieste di partecipazione al ricorso collettivo avverso il bando del 20 aprile 2026 per il concorso a 220 posti di commissario della Polizia di Stato è scaduto. Non è più possibile inviare nuove richieste.
Per informazioni è possibile contattare lo Studio al seguente indirizzo:
segreteria@studiolegalegiaquinto.itRiferimenti normativi e giurisprudenziali
Sentenza: Consiglio di Stato, Sez. IV, 19 gennaio 2026, n. 397.
Pronuncia CGUE: Corte di Giustizia UE, Sez. VII, 17 novembre 2022, causa C-304/21.
Atto annullato: D.M. Interno 13 luglio 2018 n. 103, art. 3 (limite di età 30 anni).
Disciplina reviviscente: D.M. Interno 6 aprile 1999 n. 115, art. 3 (limite di età 32 anni).
Quadro UE: direttiva 2000/78/CE; art. 10 TFUE; art. 21 Carta dei diritti fondamentali UE.
Bando impugnando: Decreto del Capo della Polizia – Direttore generale della Pubblica sicurezza del 20 aprile 2026 (concorso 220 posti commissari).
Domande frequenti
Posso aderire se ho 30 anni e qualche mese?
L’ammissione con riserva mi consente di sostenere tutte le prove?
Cosa succede se il TAR rigetta il ricorso?
Quali sono i tempi del ricorso?
Devo comunque presentare domanda di partecipazione al concorso?
La quota di € 249 è davvero omnicomprensiva?
Quanti candidati possono aderire al ricorso collettivo?
Devo pagare subito per aderire?
È previsto un rimborso se il ricorso non viene attivato?
Come posso pagare la quota se il ricorso parte?
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