Diritto amministrativo
Il rapporto tra il cittadino e la pubblica amministrazione è regolato da norme precise. Quando un atto è illegittimo, il giudice amministrativo può annullarlo. Lo Studio esamina il provvedimento, individua i vizi e valuta la percorribilità del ricorso.
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I settori trattati dallo Studio Legale Giaquinto
Scopri come possiamo difendere i tuoi diritti.
Concorsi pubblici
Assistenza in tutte le fasi del procedimento concorsuale: bandi illegittimi, esclusioni dalle prove, quiz errati, graduatorie sbagliate, mancata valutazione dei titoli. Ricorsi al TAR con istanza cautelare per l’ammissione con riserva.
Appalti e gare pubbliche
Tutela di imprese e operatori economici in tutte le fasi della gara: esclusioni, aggiudicazioni contestate, accesso agli atti, penali contrattuali, revoche dell’affidamento. Assistenza anche su subappalti, avvalimenti e soglie di anomalia.
Pubblico impiego e disciplinare
Difesa di dipendenti pubblici, funzionari e militari in procedimenti disciplinari, revoche, valutazioni negative, mancata attribuzione di incarichi dirigenziali, stabilizzazioni e progressioni di carriera.
Edilizia e urbanistica
Ricorsi contro dinieghi di permessi edilizi, ordinanze di demolizione, sanzioni per abusi, espropri. Assistenza in materia di sanatorie, varianti urbanistiche, vincoli paesaggistici e pianificazione territoriale.
Ambiente e paesaggio
Consulenza su autorizzazioni ambientali (AIA, VIA, VAS), vincoli idrogeologici, interventi in zone vincolate, rapporti con Soprintendenze ed enti parco. Difesa contro sanzioni ambientali e ordinanze di ripristino.
Sanzioni e misure interdittive
Difesa in procedimenti sanzionatori contro revoche di licenze, misure interdittive antimafia, confische, espropri e sospensioni di attività. Tutela urgente contro abuso di potere e difetto di motivazione nei provvedimenti restrittivi.
L’avvocato amministrativista per soluzioni veloci contro atti illegittimi
Lo studio offre attività legale qualificata nell’ambito dei rapporti con la Pubblica Amministrazione, con particolare attenzione alla tutela degli interessi di cittadini, imprese e operatori economici nei procedimenti amministrativi e nel contenzioso davanti ai giudici amministrativi.
L’approccio si fonda su una conoscenza approfondita della normativa e della prassi applicativa, maturata attraverso un costante confronto con le evoluzioni della giurisprudenza amministrativa.
Domande frequenti (F.A.Q.)
Il ricorso al TAR (Tribunale Amministrativo Regionale) è lo strumento con cui un cittadino, un’impresa o un ente può chiedere al giudice amministrativo di annullare un atto della Pubblica Amministrazione ritenuto illegittimo o ingiusto.
Si tratta di una tutela fondamentale per contrastare decisioni che producono effetti negativi, come un’esclusione da un concorso pubblico, l’aggiudicazione di un appalto, il diniego di un permesso edilizio o l’irrogazione di una sanzione amministrativa. L’obiettivo è ottenere la rimozione dell’atto contestato e, quando ne ricorrano i presupposti, anche il risarcimento del danno subito.
Il ricorso è possibile ogni volta che un provvedimento amministrativo appare contrario alla legge, immotivato, sproporzionato o comunque lesivo dei diritti di un soggetto.
Alcuni esempi:
- esclusione illegittima da un concorso o da una gara d’appalto;
- rilascio di un permesso edilizio a un vicino che limita l’utilizzo della propria proprietà;
- silenzio della Pubblica Amministrazione, cioè il mancato rilascio di un’autorizzazione o la mancata risposta entro i termini previsti.
In tutte queste ipotesi, il ricorso consente di chiedere al giudice l’annullamento dell’atto e, se vi sono le condizioni, anche il ristoro economico del danno subito.
Il ricorso deve essere redatto da un avvocato e contenere l’esposizione chiara dei motivi di illegittimità dell’atto amministrativo. Una volta predisposto, l’atto deve essere notificato all’amministrazione che ha emanato il provvedimento e, se previsto, ai soggetti controinteressati.
Dopo la notifica, il ricorso viene depositato presso il TAR territorialmente competente. Tutto questo deve avvenire entro termini precisi: il mancato rispetto delle scadenze comporta l’inammissibilità del ricorso.
Non tutti gli avvocati si occupano di diritto amministrativo. Per affrontare un ricorso al TAR è necessario rivolgersi a un professionista con esperienza specifica in questa materia.
Un avvocato amministrativista conosce le regole del processo, i termini perentori da rispettare e le strategie più efficaci per tutelare cittadini e imprese. La consulenza iniziale di un professionista esperto è spesso determinante per stabilire se il ricorso ha concrete possibilità di successo.
Il ricorso si propone al Tribunale Amministrativo Regionale competente per territorio, che in genere coincide con la Regione o il distretto in cui ha sede l’amministrazione che ha emanato l’atto.
Ad esempio, se il provvedimento proviene da un ente con sede a Napoli, il ricorso dovrà essere depositato presso il TAR per la Campania – Napoli.
Il nostro studio assiste ricorrenti in procedimenti davanti ai TAR competenti su tutto il territorio nazionale, supportando i clienti nella corretta individuazione del foro competente.
I termini per proporre ricorso sono stringenti e tassativi. Scaduti i termini, non è più possibile impugnare l’atto, anche se manifestamente illegittimo.
In linea generale, il termine è di 60 giorni dalla notifica, dalla pubblicazione o dalla conoscenza effettiva del provvedimento. Tuttavia, per alcune materie (ad esempio negli appalti pubblici) il termine è ridotto a 30 giorni.
Per questo è fondamentale rivolgersi subito a un avvocato, così da valutare tempestivamente le azioni da intraprendere.
I costi comprendono:
- il contributo unificato, ossia la tassa dovuta allo Stato per avviare il procedimento (solitamente di 650 euro, oppure di 325 euro in materia di concorsi pubblici o esente in caso di redditi al di sotto di un certa soglia);
- il compenso dell’avvocato, che varia in base alla complessità della causa e al valore della controversia.
Il nostro studio applica i parametri forensi stabiliti dal Ministero della Giustizia, offrendo sin dall’inizio al cliente un quadro chiaro delle spese previste. In caso di accoglimento del ricorso, è spesso possibile ottenere la condanna dell’amministrazione al rimborso delle spese legali sostenute.
I tempi possono variare sensibilmente in base alla materia e al carico di lavoro del Tribunale. In media, per una decisione definitiva occorrono dai 12 ai 24 mesi.
Nei casi urgenti, però, è possibile richiedere misure cautelari: ad esempio, la sospensione immediata degli effetti del provvedimento impugnato o l’ammissione a un concorso con riserva. In queste situazioni, una prima decisione può arrivare anche nel giro di poche settimane.
Molti ricorsi nascono da atti emanati dai Comuni: dinieghi di permessi edilizi, ordinanze considerate eccessive, sanzioni amministrative o silenzi su richieste presentate dai cittadini.
In questi casi, agire tempestivamente è fondamentale. Il nostro studio legale assiste cittadini, imprese e professionisti nei ricorsi contro provvedimenti comunali e di enti locali, basando ogni azione su un’attenta analisi preventiva delle possibilità di successo e sul rigoroso rispetto dei termini di legge.
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