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EU Inc.: la nuova forma societaria
paneuropea spiegata

Il 18 marzo 2026 la Commissione europea ha presentato la proposta di Regolamento per il cosiddetto “28° regime societario”, introducendo l’EU Inc. come strumento opzionale per costituire un’impresa in tutta l’Unione in 48 ore, interamente online, con capitale minimo simbolico. Ecco cosa prevede la proposta, cosa è già confermato e cosa resta ancora da definire.

Maggio 2026 Avv. Alessio Giaquinto Lettura: circa 9 minuti

⚑ Nota di verifica editoriale

Questo articolo è redatto sulla base della proposta di Regolamento COM(2026) 321 pubblicata dalla Commissione europea il 18 marzo 2026, nonché di fonti giuridiche primarie (Parlamento europeo, Consiglio UE, EAPIL). Una correzione rispetto ad alcune analisi circolate: la data di piena operatività non è il “Q1 2027” come indicato in molti commenti, ma l’art. 109 del Regolamento stabilisce che esso si applica a decorrere dall’ultimo giorno del 12° mese successivo all’entrata in vigore. Se l’accordo dovesse concludersi entro fine 2026, la data realistica di applicazione sarebbe fine 2027, non inizio 2027.

Che cos’è l’EU Inc. e perché nasce

L’EU Inc. non è ancora una società commerciale disponibile. Si tratta di una nuova forma giuridica paneuropea proposta dalla Commissione Europea come “ventottesimo regime” societario: un quadro normativo armonizzato che si aggiunge — senza sostituire — ai 27 ordinamenti nazionali degli Stati membri.

Formalmente, la proposta è contenuta nel Regolamento COM(2026) 321 del 18 marzo 2026, presentato dalla Commissione presieduta da Ursula von der Leyen e promosso dal Commissario al Mercato interno Michael McGrath. L’iniziativa era attesa: il cosiddetto “28° regime” era già stato raccomandato nel Rapporto Letta sul mercato interno e nel Rapporto Draghi sulla competitività europea (2024), ed è parte della “Bussola della Competitività” della Commissione 2024–2029.

Perché “28° regime”? L’Unione europea conta 27 Stati membri, ciascuno con il proprio ordinamento societario. L’EU Inc. introduce un 28° insieme di norme — optionale e direttamente applicabile — che le imprese possono scegliere in alternativa (non in sostituzione) alle forme nazionali.

Chi vorrà potrà continuare a costituire una SRL italiana o una GmbH tedesca. Ma avrà la nuova opzione di una forma societaria unica, riconosciuta automaticamente in tutti e 27 i Paesi dell’Unione.

Il progetto raccoglie il sostegno di numerosi esponenti dell’ecosistema startup europeo: tra i promotori della petizione che ne ha anticipato la nascita figurano Andreas Klinger e Susanne Knoll, con il supporto di investitori come Niklas Zennström (fondatore di Skype) e Patrick Collison (fondatore di Stripe). Il Parlamento europeo aveva già espresso il suo orientamento favorevole il 20 gennaio 2026, con una risoluzione approvata con 492 voti a favore, 144 contrari e 28 astensioni.


Cosa prevede la proposta: le caratteristiche principali

La proposta di Regolamento disegna un modello societario integralmente digitale, pensato per ridurre i costi di accesso al mercato unico. Ecco le caratteristiche fondamentali.

Costituzione rapida

Fondazione entro 48 ore, completamente online, tramite un portale UE unificato collegato ai registri nazionali (BRIS). Costo massimo: € 100. Nessun requisito di capitale minimo significativo (anche 1 €).

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Nessun notaio obbligatorio

La proposta elimina l’obbligo di intervento notarile nella fase costitutiva e nei trasferimenti azionari, con un risparmio stimato fino a € 1.780–2.850 per transazione.

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Operatività in 27 Paesi

Un’EU Inc. registrata in qualsiasi Stato membro è automaticamente riconosciuta in tutti gli altri, senza necessità di aprire filiali locali.

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Principio “once-only”

I dati societari si inseriscono una sola volta. L’EU Inc. ottiene automaticamente codice fiscale e partita IVA senza documenti aggiuntivi. In una seconda fase sarà istituito un registro centrale europeo.

📊

Azioni flessibili e EUESOP

Sono ammesse classi di azioni differenziate (es. plurivoto). Si introduce l’EU-ESOP, un piano comune di stock option per dipendenti valido in tutta l’UE, con tassazione differita al momento della vendita.

💻

Procedure digitali end-to-end

Modifiche statutarie, aumenti di capitale, liquidazione e procedure di insolvenza avvengono interamente online, con strumenti semplificati per il “re-start” rapido delle imprese.

L’impatto economico atteso

L’analisi d’impatto della Commissione stima che, nei primi dieci anni dall’entrata in vigore, potrebbero nascere circa 300.000 imprese EU Inc., con risparmi cumulati per le imprese compre tra 328 e 440 milioni di euro, derivanti principalmente dalla riduzione di formalità burocratiche e dalla digitalizzazione delle procedure. Sul fronte del gap con gli USA, si ricorda che tra il 2013 e il 2022 l’Europa ha ricevuto circa 1.400 miliardi di dollari in meno di investimenti venture capital rispetto agli Stati Uniti: l’EU Inc. punta esplicitamente a ridurre questo divario.


L’iter legislativo: a che punto siamo

La proposta COM(2026) 321 avvia la procedura legislativa ordinaria (ex codecisione, art. 294 TFUE), che richiede l’accordo sia del Parlamento europeo sia del Consiglio dell’Unione europea. La base giuridica scelta è l’art. 114 TFUE (ravvicinamento delle legislazioni per il mercato interno), che consente il voto a maggioranza qualificata in Consiglio — nessuno Stato ha potere di veto individuale.

⚠️
Attenzione alla base giuridica. La scelta dell’art. 114 TFUE è già oggetto di discussione: alcuni esperti di diritto europeo, tra cui le associazioni dei notai di Austria e Germania, contestano che la misura avrebbe dovuto essere adottata ai sensi dell’art. 352 TFUE, che richiederebbe l’unanimità in Consiglio. La questione potrebbe essere oggetto di futuri ricorsi.
Settembre 2024
Il Rapporto Draghi sulla competitività europea raccomanda esplicitamente la creazione di un regime societario europeo unificato per le startup.
Gennaio 2026
Von der Leyen annuncia il concept al WEF di Davos. Il Parlamento europeo approva con ampia maggioranza (492 sì) una risoluzione di orientamento favorevole il 20 gennaio 2026.
18 marzo 2026 ← ORA SIAMO QUI
Pubblicazione della proposta di Regolamento COM(2026) 321 e avvio del negoziato legislativo tra Commissione, Parlamento europeo e Consiglio (trilogue).
Marzo – Dicembre 2026
Esame della proposta in commissione JURI del Parlamento e nei gruppi di lavoro del Consiglio. La Commissione punta a un accordo entro fine 2026. Il testo può essere significativamente modificato.
Fine 2027 (scenario ottimistico)
Ai sensi dell’art. 109 del Regolamento, le norme si applicano dall’ultimo giorno del 12° mese successivo all’entrata in vigore. Se l’accordo arriva a fine 2026, l’applicazione concreta non avverrà prima della fine del 2027.
«La proposta è solo l’inizio del processo legislativo europeo. Il testo potrà essere modificato in modo significativo nel corso dei prossimi mesi. Solo al termine di tale processo sarà possibile valutare tempi e modalità di effettiva entrata in vigore, verosimilmente non prima del 2027.» — Assolombarda, nota di analisi, marzo 2026

EU Inc. a confronto con le forme societarie esistenti

L’EU Inc. non nasce nel vuoto: si misura con strumenti già esistenti, ciascuno con limiti rilevanti per le imprese innovative.

Forma societaria Ambito Registrazione Cap. minimo Notaio Principale vantaggio
EU Inc. Nuovo Pan-UE (27 Paesi) Online, 48 ore, max € 100 ∼ 1 € No Unico statuto UE, riconoscimento automatico
Societas Europaea (SE) UE – grandi gruppi Complessa, mesi € 120.000 Struttura transfrontaliera per multinazionali
SRL (Italia) Solo Italia Giorni/settimane 1 € Sì (atto notarile) Forma nota, disciplina consolidata
GmbH (Germania) Solo Germania Giorni/settimane € 25.000 Credibilità sul mercato tedesco
Delaware LLC (USA) Stati Uniti Pochi giorni, online 0 $ No Massima flessibilità contrattuale, attrattiva VC USA

Il confronto evidenzia che l’EU Inc. punta a colmare un vuoto reale: la Societas Europaea è troppo complessa e costosa per le startup; le forme nazionali limitano l’operatività transfrontaliera; la Delaware LLC attrae le imprese fuori dall’ecosistema europeo. L’EU Inc. ambisce a essere il “Delaware dell’Europa” — una forma giuridica unica, digitale e accessibile.


Le criticità: aspetti giuridici, fiscali e sociali

L’entusiasmo non cancella le incognite. L’EU Inc. affronta resistenze su più fronti, che potrebbero modificare significativamente il testo finale del Regolamento.

Il nodo fiscale

La proposta armonizza il diritto societario, ma non tocca la fiscalità. Un’EU Inc. con dipendenti in sei Stati membri affronta ancora sei regimi tributari diversi. In particolare, lo schema EU-ESOP di tassazione differita sulle stock option — sebbene innovativo — potrebbe scontrarsi con le prerogative fiscali degli Stati durante la negoziazione, poiché la materia tributaria richiede l’unanimità in Consiglio.

I diritti dei lavoratori

La Confederazione Europea dei Sindacati (ETUC) ha criticamente contestato che la proposta non contempla misure rafforzate di codeterminazione dei lavoratori e si limita a rinviare al diritto nazionale del lavoro vigente. Il rischio denunciato è che l’EU Inc. possa essere usata per “forum shopping” verso giurisdizioni con protezioni sociali inferiori.

L’opposizione delle professioni notarili

Le associazioni di categoria dei notai — in particolare in Austria e Germania — si oppongono all’eliminazione dell’intervento notarile obbligatorio. Prima ancora del lancio ufficiale della proposta, queste corporazioni avevano tentato di indebolirne i contenuti nelle fasi di consultazione. L’impatto economico per la categoria è diretto: la digitalizzazione delle procedure toglie un mercato storico.

Le opposizioni politiche

In sede parlamentare, i gruppi sovranisti (Rassemblement National, Fidesz, AfD) hanno votato contro la risoluzione di gennaio 2026, invocando la “perdita di sovranità” nazionale. Per converso, alcuni Stati — tra cui Italia e Francia — spingono affinché il Regolamento includa anche misure di armonizzazione fiscale e di tutela del lavoro, estendendo così l’ambito della proposta.

ℹ️
Cosa può cambiare durante il trilogue? La proposta è solo il punto di partenza. In sede di negoziazione tra Parlamento europeo e Consiglio, il testo può essere modificato in punti fondamentali: durata massima della procedura, requisiti antifrode, regole di governance interna, salvaguardie occupazionali. Il Parlamento ha già manifestato la preferenza per uno strumento ancora più ambizioso.

Cosa cambia per imprenditori e startup in Italia

Per le imprese italiane, l’EU Inc. potrebbe rappresentare un’opportunità significativa, a condizione che il Regolamento venga effettivamente approvato nella sua forma ambiziosa.

Oggi, un imprenditore italiano che vuole operare su scala europea deve costituire filiali in ciascun Paese target — con costi, tempi e adempimenti burocratici moltiplicati per 27. Con l’EU Inc., la medesima impresa potrebbe essere costituita in Italia (o in qualsiasi altro Stato membro) e operare contestualmente in Germania, Francia, Spagna e negli altri Paesi UE senza ulteriori registrazioni locali.

Particolarmente rilevante è lo strumento EU-ESOP per le startup in fase di crescita: le stock option per i dipendenti rappresentano oggi uno dei nodi più spinosi della competitività italiana nel settore tecnologico, anche per la disomogeneità delle regole fiscali rispetto agli standard anglosassoni. Un piano europeo armonizzato, con tassazione al realizzo, potrebbe cambiare le regole del gioco.

Dal lato degli investitori, l’eliminazione degli intermediari notarili obbligatori nei round di finanziamento ridurrebbe i costi di transazione e renderebbe il mercato italiano più attraente per fondi venture capital stranieri, abituati ai modelli anglosassoni dove la cessione di quote avviene senza atto notarile.

Un avvertimento per chi si muove in anticipo: l’EU Inc. non è ancora disponibile. Alla data di pubblicazione di questo articolo (maggio 2026), la proposta si trova in fase di negoziazione legislativa. Qualunque piattaforma o servizio che offra già la “costituzione di una EU Inc.” opera al di fuori di un quadro normativo approvato. Consigliamo massima cautela e di rivolgersi a professionisti abilitati per valutare le opzioni disponibili oggi.


Conclusioni e prospettive

L’EU Inc. è una riforma ambiziosa, probabilmente la più significativa nel diritto societario europeo degli ultimi vent’anni. Se approvata nella sua forma attuale, cambierà strutturalmente le modalità di fare impresa in Europa, riducendo la frammentazione che oggi penalizza le startup italiane ed europee rispetto ai competitor statunitensi e asiatici.

Tuttavia, la strada è ancora lunga. Il processo di trilogue può produrre un testo molto diverso dalla proposta originale — in meglio o in peggio. I nodi da sciogliere sono reali: armonizzazione fiscale (assente dalla proposta), tutele lavoristiche, operatività dei registri nazionali, ruolo dei notai. La data di applicazione concreta — realisticamente fine 2027 nel migliore dei casi — lascia tempo per osservare l’evoluzione del negoziato.

Per lo Studio Legale Giaquinto, che assiste imprese e startup nelle loro fasi di costituzione e crescita, l’EU Inc. è già oggi un tema su cui prepararsi: conoscere la proposta, seguire l’iter legislativo e valutarne le implicazioni concrete è il primo passo per accompagnare al meglio i propri clienti quando il quadro normativo sarà definitivo.

AG

Avv. Alessio Giaquinto

Studio Legale Giaquinto – Battipaglia (SA). Diritto amministrativo, imprese e startup, diritto europeo. Per consulenze: segreteria@studiolegalegiaquinto.it